Ultim’ora Pensioni: ora devi pagare la maxirata per andarci | Sborsa 4141 euro o rimani a lavorare fino al decesso

Anziani tristi - foto (C) Teleone.it
Serve pagare oltre 4mila euro, per la propria pensione: tutto quel che c’è da sapere.
E’ tutto previsto dal nostro Stato, nonostante in tanti sollevino diversi dubbi, o pongono interrogativi piuttosto “corretti”. Nel nostro sistema previdenziale esiste la possibilità di effettuare la prosecuzione volontaria dei contributi, ed è uno “strumento” che può consentire ai lavoratori che hanno cessato o interrotto l’attività lavorativa di continuare a versare contributi a proprie spese.
Ma l’obiettivo qual è? Sono due quelli che ci sembra interessante riportare: il primo, è quello di far raggiungere i requisiti pensionistici, mentre il secondo quello di aumentare l’importo della pensione stessa. In poche parole, si tratta di una misura che permette di colmare i vuoti contributivi e di avvicinarsi più rapidamente al trattamento pensionistico desiderato. Tuttavia, non tutti possono accedere a questa opportunità: è necessario soddisfare precise condizioni stabilite dall’INPS.
E andiamo proprio a vedere come e quali lavoratori possono aderire. La prosecuzione volontaria, intanto, è aperta a tutti gli iscritti ai fondi della previdenza pubblica obbligatoria, inclusi coloro che appartengono ai fondi sostitutivi, esclusivi e alla gestione separata. Un diritto che, lo ricordiamo, è stato sancito dal decreto legislativo n. 184 del 1997.
In passato, infatti, questa opzione era riservata soltanto ai lavoratori dipendenti e agli iscritti alle gestioni speciali degli autonomi (artigiani, commercianti e agricoli). Oggi, invece, è disponibile per una platea più ampia.
Chi può accedere alla possibilità e il ruolo dell’INPS
Iniziamo ad entrare nei dettagli della questione. Per accedere alla prosecuzione volontaria dei contributi INPS, è necessaria una serie di requisiti come, ad esempio, l’aver maturato almeno cinque anni di contributi (pari a 260 settimane). Ma su questo, approfondiremo più avanti. Il lavoratore, poi, ad esempio, dovrà anche dimostrare di non svolgere più un’attività lavorativa soggetta a obbligo contributivo. Quel che conta sapere, per ora, è che sarà la stessa INPS a valutare ogni richiesta, verificando il rispetto dei requisiti stabiliti.
Uno degli aspetti cruciali dell’argomento è il costo di tutta l’operazione. L’importo da versare dipende infatti dalla retribuzione percepita nell’ultimo anno lavorato. In generale, l’INPS calcola l’aliquota in base alla gestione di appartenenza del lavoratore. Facciamo qualche esempio. In caso di lavoratori dipendenti, il costo dei contributi volontari è pari al 33% della retribuzione media degli ultimi 12 mesi lavorativi. Per gli autonomi, invece, le aliquote variano a seconda della categoria di appartenenza. La prosecuzione volontaria rappresenta, come anticipato, proprio una delle migliori soluzioni per chi vuole raggiungere più velocemente la pensione, ma anche per incrementare l’importo stesso dell’assegno. E’ fondamentale, però, ed è questo l’argomento che tratteremo, valutare con attenzione costi e benefici prima di aderire.

Quanti anni di contributi? E i costi? Ecco il quadro completo
Come anticipato, sottolineiamo prima di tutto che, per ottenere l’autorizzazione alla prosecuzione volontaria, è necessario possedere almeno uno dei seguenti requisiti contributivi: 5 anni di contributi (260 contributi settimanali o 60 contributi mensili), oppure 3 anni di contributi nei cinque anni precedenti la domanda. La contribuzione volontaria non è consentita a chi svolge un’attività lavorativa con obbligo di versamento previdenziale o percepisce una pensione diretta. Per versare i contributi volontari, il lavoratore deve prima ottenere un’apposita autorizzazione dall’INPS. La richiesta si effettua tramite: Portale INPS con SPID, CIE o CNS; Servizi di un patronato. Dopo l’autorizzazione, il pagamento avviene online tramite il Portale dei pagamenti INPS.
Ma andiamo adesso ad uno dei punti cruciali, quello che riguarda i costi dell’operazione. Quelli dei contributi volontari INPS 2025 dipendono dalla data di autorizzazione. Se questa è avvenuta prima del 31 dicembre 1995: aliquota del 27,87%; dopo il 31 dicembre 1995: aliquota del 33%. Nel 2025, il contributo minimo per i lavoratori dipendenti è di 4.141,74 euro annui. Una quota che nasce dal calcolo che si basa sulla retribuzione minima settimanale (241,36 euro) moltiplicata per 52 settimane, applicando poi, appunto, l’aliquota del 33%. Le aliquote per i contributi volontari variano in base alla categoria di appartenenza: Per i dipendenti iscritti a fondi speciali: tra il 32,65% e il 33%; lavoratori autonomi: aliquota del 24% per artigiani e commercianti. Per pianificare tutto, dunque, è necessario valutare attentamente costi e benefici.