I carabinieri del Nucleo Investigativo di Genova e la polizia di Stato, con il supporto delle autorità bulgare, hanno arrestato a Sofia Gaspare Ofria, nipote del noto boss mafioso Gaetano Badalamenti.
L’uomo, latitante da due anni, doveva scontare sei anni e otto mesi di reclusione per una serie di reati finanziari e patrimoniali.
Ofria era stato condannato nel 2023 per bancarotta fraudolenta, uso illecito di carte di credito e violazione degli obblighi di assistenza familiare. Gli investigatori, dopo mesi di monitoraggio dei suoi spostamenti e dei contatti con i familiari, lo hanno individuato nella capitale bulgara e, su disposizione della Procura di Genova, è stato emesso un mandato di arresto europeo.
Dopo l’arresto, convalidato dall’autorità giudiziaria bulgara, Ofria è stato estradato e consegnato agli investigatori italiani all’aeroporto di Fiumicino. La Squadra Mobile di Genova, guidata da Carlo Bartelli, e i carabinieri del Nucleo Investigativo, coordinati dal colonnello Michele Lastella, hanno eseguito il provvedimento definitivo di condanna. Ofria si trova ora in carcere.
Dopo la condanna all’ergastolo del boss Tano Badalamenti per l’omicidio di Peppino Impastato, Ofria si era trasferito in Toscana negli anni ’80, a seguito di un sequestro di beni per i suoi legami con le cosche mafiose. Da lì aveva costruito una rete di affari illegali, con ramificazioni in Liguria, dove si erano svolti i processi che hanno portato alla sua condanna definitiva.
L’arresto di Ofria rientra nel più ampio progetto “Wanted”, mirato alla cattura di latitanti di alto profilo in collaborazione con le autorità internazionali. Nell’ambito della stessa operazione, è stato arrestato a Caserta un cittadino albanese di 52 anni, ricercato dal 2000 e condannato a 21 anni di reclusione per traffico internazionale di stupefacenti.
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