Scoperto arsenale da guerra dei clan: ad Agrigento anche una bomba a mano
Sequestrate armi da guerra e 80mila euro: un arresto e una denuncia nell’ambito delle indagini antimafia
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Un arsenale da guerra è stato scoperto dai carabinieri di Agrigento, quattro giorni dopo il blitz che ha colpito le cosche mafiose di Villaseta e Porto Empedocle.
L’operazione, condotta con il supporto dello “squadrone eliportato cacciatori di Sicilia” e dei nuclei cinofili, ha portato a un arresto e una denuncia.
Nel corso di una perquisizione in contrada Fondacazzo, in una casa di campagna appartenente a un 48enne pregiudicato, i militari hanno trovato numerose armi e munizioni da guerra. Tra il materiale sequestrato c’erano una pistola mitragliatrice calibro 9, tre revolver di vario calibro, una penna-pistola, diverse munizioni e una bomba a mano, quest’ultima fatta brillare dagli artificieri.
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L’uomo è stato arrestato per detenzione illegale di armi comuni e da guerra.
Parallelamente, in un’altra perquisizione a carico di un 72enne agrigentino, sono stati sequestrati circa 80mila euro in contanti. L’uomo è stato denunciato per riciclaggio.
Le indagini, coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo, andranno avanti per far luce sui legami tra le persone indagate e le attività delle cosche locali.
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