Se è vero che le dimensioni contano, la Sicilia parte con qualche… centimetro di vantaggio. Strappa di certo più di un sorriso la ricerca pubblicata da un portale di incontri, che ha scrupolosamente (più o meno…) “schedato” la lunghezza media del membro italiano.
Una attentissima analisi, con una precisa catalogazione delle misure degli iscritti del portale stesso. Il sito – che, per inciso, è “specializzato” sugli incontri extraconiugali – ha raccolto le “autodichiarazioni” di un campione di duemila iscritti. La collezione dei dati è recentissima, portata a termine fra il 2 ed il 5 maggio scorsi.
Il risultato finale riporta una media nazionale che è di 17,5 centimetri. La rilevazione, come fa sapere lo stesso sito, evidenzia che, rispetto al precedente sondaggio (del luglio del 2022) la lunghezza media dei peni italiani è aumentata del 4,5 per cento. Una “crescita” che, naturalmente, dipenderebbe esclusivamente dalla raccolta stessa: il dato non viene, infatti, rilevato oggettivamente, ma è quello… “dichiarato” dai proprietari.
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Ma torniamo alla Sicilia. Che, alla fine, può sicuramente esultare: l’isola, infatti, in una eventuale competizione, si qualificherebbe come seconda fra tutte le regioni italiane. Ma andiamo ai numeri. In vetta alla speciale classifica c’è la Campania (con 20,8 cm di lunghezza media), poi, appunto, la Sicilia (20,7 cm), e a seguire Calabria (20,6 cm), Lazio (20,4 cm), Molise (19,5 cm) ed Umbria (19,2 cm).
Nella classifica di Incontri-ExtraConiugali ci sono tre regioni sopra i 17 e fino ai 19 centimetri di lunghezza: la Sardegna (18,7 cm), la Puglia (18,3 cm) e la Lombardia (17,8 cm). Nelle zone definite “tiepide” si trovano Emilia-Romagna (16,9 cm), Toscana (16,8 cm), Basilicata (16,5 cm), Trentino-Alto Adige (16,4 cm) e Valle d’Aosta (16,2 cm).
E a chiudere, le regioni che il portale stesso definisce più “fredde“. In lista, Piemonte (15,8 cm), Abruzzo (15,5 cm), Marche (15,3 cm), il Friuli-Venezia Giulia (15,1 cm). Parlassimo di calcio, in “zona retrocessione” il posto andrebbe al Veneto (14,9 cm) ed alla Liguria (14,8 cm).
Secondo una ricerca dell’Università di Stanford ci sarebbe una correlazione tra la variabile “tempo” e la variabile “lunghezza del fallo”. È stato infatti analizzato un campione di 55.761 uomini rilevando un aumento del 25% del pene in erezione negli ultimi 30 anni e dimostrando che il pene dell’uomo si è quindi allungato di 3 centimetri. 🖋 CONTINUA A LEGGERE su teleone.it
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